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Anche voi reduci dai postumi dei troppi brindisi? Quest’anno ci volevano proprio, per chiudere degnamente un anno pessimo per tutte. Se un consumo moderato di alcol ci può quindi stare nelle occasioni importanti, gli eccessi sfociano spesso nella violenza domestica soprattutto domestica, con danni considerevoli per donne, bambini e bambine, vere vittime invisibili. Mettiamo meglio a fuoco allora i problemi, ma soprattutto le possibili soluzioni.
Le vittime invisibili dell’abuso di alcol
Quando si parla dei problemi causati da un consumo eccessivo di alcol si tende in generale a concentrarsi sui problemi di salute che ne derivano per le singole persone (per esempio in Italia il 20% delle morti per cancro per i maschi e il 6,9% per le donne sono attribuibili all’alcol) ma raramente si fa riferimento agli effetti dell’abuso di alcolici oltre la sfera individuale, eccetto per quanto riguarda gli incidenti stradali provocati da persone che si mettono alla guida dopo aver bevuto troppo.
Eppure, l’abuso di alcol, soprattutto da parte degli uomini, miete vittime anche tra le donne e i bambini e le bambine; in alcuni paesi nel mondo fino a una donna su tre dichiara di vivere con un partner che abusa di alcol e di avere figli e figlie che sono quindi esposti a questa situazione che rappresenta un rischio potenziale di violenza domestica e maltrattamento.
La vulnerabilità di donne, bambini e bambine
Esiste infatti una relazione ampiamente documentata tra abuso di alcol e violenza domestica. L’alcol non è certamente l’unico fattore che determina la violenza, ma contribuisce ad aumentarne il rischio e la gravità: negli Stati Uniti circa il 55% di coloro che sono stati responsabili di violenza domestica avevano bevuto prima dell’aggressione, mentre in Inghilterra e in Galles, tra il 2022 e il 2023, il 38% degli episodi di violenza domestica si è verificato, secondo le vittime, con l’aggressore sotto l’influenza di alcol o droghe.
Al contrario di quanto accade per gli uomini, le donne che abusano di alcol hanno maggiori probabilità di essere vittime di violenza domestica invece che perpetrarla. Inoltre, le donne vittime di violenza domestica hanno invece una probabilità quindici volte maggiore di abusare di alcol rispetto alle donne che non sono vittime di violenza domestica.
Le forme di violenza legate all’abuso di alcol
Le forme di violenza domestica in cui può sfociare l’abuso di alcol sono molteplici: abusi fisici, sessuali, emotivi, ma anche violenza economica. In quest’ultimo caso, soprattutto in contesti familiari non particolarmente agiati, il denaro speso dagli uomini per comprare alcolici può sottrarre risorse alla famiglia. Problemi con l’alcol possono inoltre portare a meno ore lavorate e alla perdita del lavoro, creando così ulteriori problemi economici a livello familiare.
Gli effetti dell’abuso di alcol su donne, bambini e bambine
Tra gli effetti meno visibili ma non per questo meno insidiosi dell’abuso di alcol da parte degli uomini ci sono quelli sulla salute mentale delle donne che gli vivono accanto: ridotta autostima, ansia, depressione; senza contare l’isolamento prodotto dal dover costantemente vivere in una situazione di tensione dovuta all’abuso di alcol da parte del partner e dal dover evitare di ritrovarsi in situazioni imbarazzanti con amici e familiari.
Per quanto riguarda gli effetti sull’infanzia, invece, la prevalenza di bambini e delle bambine che vivono con persone che hanno un rapporto problematico con l’alcol in Europa varia dal 35,3% in Lituania al 6,2% In Italia.
Dal momento che sono più gli uomini che le donne ad abusare di alcol, i bambini e le bambine sono poi più vulnerabili a potenziali maltrattamenti e trascuratezza dovuti al comportamento dei padri, con conseguenze fisiche e psicologiche che possono durare nel medio-lungo termine e trasmettersi anche alle altre generazioni.
Certamente vivere con un padre che abusa di alcol non significa necessariamente essere maltrattati, ma di sicuro rappresenta un fattore di rischio di maltrattamento e violenza. Anche quando non si traduce in maltrattamento infantile, una situazione di abuso di alcol paterno si traduce infatti in un peggioramento delle relazioni e una maggiore tensione e conflitto in famiglia. I bambini e le bambine – quando è la madre a essere maltrattata – possono inoltre essere vittime di violenza assistista, che può comportare problemi a livello psicologico e sociale.
Inoltre, il consumo eccessivo di alcolici dei padri può contribuire a comportamenti aggressivi dei loro figli e figlie e al consumo di alcol durante l’adolescenza. A loro volta questi comportamenti possono tradursi in problemi a scuola e in un maggiore rischio di deficit in termini di memoria e ragionamento verbale e astratto.
I fattori protettivi: quando il contesto conta
Naturalmente ci sono fattori che possono mitigare o aggravare l’impatto della violenza domestica e del maltrattamento su donne e bambini/e legato all’abuso di alcol, come per esempio la situazione economica: un reddito alto può avere un effetto protettivo per donne e bambini e bambine, mentre un reddito basso intensifica gli effetti del maltrattamento e della violenza. Nei paesi più ricchi una maggiore presenza di servizi può inoltre moderare l’effetto dei maltrattamenti, offrendo sostegno alle vittime e maggiori opportunità di trattamento per chi ha un problema di abuso di alcol.
Anche il livello di disuguaglianza di genere in un paese ha un effetto sulle dinamiche familiari: esiste infatti un’associazione tra le norme che collocano gli uomini in posizioni di potere rispetto alle donne e un loro maggiore consumo di alcol e a loro volta queste norme possono giustificare e rendere socialmente accettabile il maltrattamento di donne e bambini.
Infine, in contesti culturali in cui ci sia un “diritto degli uomini a bere” diventa difficile metterlo in discussione senza alimentare conflitti che possono sfociare in ulteriore violenza.
La risposta deve essere sistemica: politiche integrate contro alcol e violenza
È quindi necessario, quando si parla di abuso di alcol e dei problemi ad esso legati, tenere in considerazione non solo i problemi di salute della singola persona, ma anche i diritti delle vittime invisibili di questo comportamento.
Si tratta quindi di aggiungere agli obiettivi delle attuali strategie adottate contro l’abuso di alcol a livello globale e nazionale una maggiore attenzione alla diminuzione del rischio di violenza per donne e bambini/e di integrare anche una maggiore regolamentazione dell’alcol nelle strategie per ridurre la violenza domestica e il maltrattamento di bambini e bambine.
Per esempio, tra le politiche che si sono rivelate efficaci per ridurre il consumo e quindi anche l’abuso di alcol c’è l’aumento del costo delle bevande alcoliche: in Scozia questo provvedimento ha comportato una leggera diminuzione della prevalenza del consumo eccessivo di alcol.
Anche limitare il numero di punti vendita di alcolici in una determinata area è una strategia efficace: infatti dove ci sono più punti vendita si riscontrano tassi superiori di violenza domestica domestica nel corso del tempo.
Ulteriori politiche come le riduzioni degli orari di apertura funzionano: in Australia, in New South Wales, una semplice riduzione di due ore degli orari serali ha comportato una riduzione dei tassi di violenza domestica del 29%.
A queste misure specifiche dovrebbero accompagnarsi – come sempre – politiche e interventi più ampi volti a raccogliere dati sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, promuovere l’uguaglianza di genere e mettere in discussioni eventuali norme culturali che normalizzano la violenza domestica e il maltrattamento di bambini e bambine e il consumo eccessivo di alcol da parte degli uomini.

