lunedì, Aprile 20, 2026
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Congedo mestruale: cosa succede in India e in Spagna

La Corte Suprema indiana ha recentemente  deciso che il congedo di due giorni al mese per le mestruazioni può rappresentare un deterrente all’assunzione di donne, finendo quindi per discriminarle in una nazione in cui il tasso di partecipazione alla forza lavoro delle donne è intorno al 30%. La Corte lascia la libertà alle singole aziende di decidere se attuare politiche interne riguardo al congedo per le mestruazioni, ma sottolinea come il carattere di obbligatorietà rappresenti un problema, in quanto può costituire un ostacolo per la carriera delle donne. 

Dall’altra parte del mondo, nel 2023, la Spagna è diventata il primo paese a concedere giorni di congedo pagato per le mestruazioni. Questo congedo riguarda la dismenorrea e viene concesso sotto controllo medico; è quindi legato a specifiche condizioni mediche. Secondo quanto riportato dal Post, “dopo più di un anno, secondo i dati del ministero dell’Inclusione spagnolo, il permesso è stato poco utilizzato, per motivi che secondo medici, associazioni e donne intervistate dipendono un po’ da come è fatta la legge, un po’ dall’impreparazione dei servizi pubblici e un po’ dal timore di molte donne di subire discriminazioni nel caso in cui chiedessero effettivamente il congedo.” Questo timore rispecchia il fatto che siccome le donne sono già discriminate nel mondo del lavoro, il ricorrere al congedo per le mestruazioni, come sarebbe loro diritto, potrebbe offrire un’ulteriore argomento a chi vede le donne come eterne ospiti – non sempre ben tollerate – nel mondo del lavoro.

Inoltre, è possibile che molte donne soffrano di endometriosi (che provoca tra le altre cose mestruazioni molto dolorose) senza necessariamente saperlo, o senza aver ancora ricevuto una diagnosi, e quindi non chiedano i giorni di permesso a cui avrebbero diritto.

Tenendo a mente che non siamo macchine che devono essere produttive sempre, in realtà l’impatto maggiore sulla perdita di produttività legato alle mestruazioni non sono i giorni in cui ci si presenta al lavoro o non si va a lezione (in media donne e ragazze perdono 1,3 giorni di lavoro per mestruazioni dolorose) ma i giorni in cui pur doloranti si lavora o si studia lo stesso. Questo sembra essere particolarmente vero per le donne e ragazze di età inferiore ai 21 anni. Sarebbe quindi necessario, secondo gli autori dello studio,  garantire maggiore flessibilità in termini di orario sul posto di lavoro e nello studio.

In Italia il dibattito sul congedo mestruale è ancora aperto:  la proposta di legge “Introduzione di un congedo per le studentesse e le donne lavoratrici che soffrono di dismenorrea nonché disposizioni in materia di distribuzione gratuita di contraccettivi ormonali” è stata presentata alla Camera dei Deputati il 20 febbraio 2023. Ma anche nel nostro paese ci sono timori che possa rappresentare un ostacolo all’assunzione e alla carriera delle donne.  

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