sabato, Gennaio 17, 2026
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La famiglia tradizionale, le sue vittime e Charlie Kirk

Di Charlie Kirk si è parlato molto per la sua attività di – a seconda dei pareri – brillante oratore, genio politico o troll pieno di odio. Di certo, oltre ad avere fatto molto bene il suo lavoro, vale a dire mobilitare con la sua organizzazione Turning Point USA soprattutto giovani uomini a votare per Trump, negli ultimi tempi, secondo il NY Times, Kirk si era concentrato sul tema della famiglia, non tanto come sostenitore di politiche per sostenere la famiglia, quanto come promotore di un cambiamento culturale, trovando terreno fertile tra i sostenitori di Trump. Infatti i giovani uomini che hanno votato per Trump tendono a definire “successo” avere una famiglia e avere figlie/e. Se i giovani uomini pro Trump tendono a seguire personaggi come Kirk e a sposare le sue idee sulla famiglia ( rigorosamente etero, in cui le donne obbediscono agli uomini) il supporto a Kirk delle giovani donne trumpiane è meno forte, perché va bene essere di destra, pure tendenti al fascismo, ma sentire Charlie Kirk dire a una quattordicenne che vorrebbe studiare giornalismo che invece è meglio andare al college per trovarsi un marito è un po’ troppo. 

Anche perché sui social media, le “trad wives”, che rappresentano l’ideale di donna per Charlie Kirk e chi la pensa come lui, pur cercando di vendere alle donne un modello di famiglia patriarcale, spesso sono in realtà donne che lavorano, e che – almeno alcune – guadagnano dalla loro attività sui social media. La stessa vedova di Kirk, pur credendo in questi valori, alla fine è una business woman a capo di una casa di produzione di abbigliamento. 

Il focus sulla famiglia e sui ruoli di genere tradizionali dei cristiani nazionalisti come Kirk è dovuto al fatto che la famiglia viene considerata come il primo fondamento di una società stabile, come rimarcato anche dal Progetto 2025, che “definisce il tipo di famiglia “giusto” come “una madre sposata, un padre e i loro figli” come il “fondamento di una nazione ben ordinata e di una società sana”. Inoltre, quando peraltro si parla di famiglia tradizionale, è implicito il fatto che ci si riferisce a persone bianche. Non si tratta di idee nuove o particolarmente originali, soprattutto in un paese come gli Stati Uniti, che sono stati definiti come una supremazia bianca, vale a dire una nazione in cui il potere politica ed economico è saldamente in mano alle persone bianche e in cui il razzismo va oltre atti di discriminazione individuale, essendo profondamente radicato nelle istituzioni. 

In questo contesto, è ed è sempre stato vitale il controllo dei diritti riproduttivi delle donne; per esempio, fino a circa la prima metà del XIX secolo negli Usa non c’era una particolare preoccupazione per l’ aborto, che era relativamente accessibile, ma nel momento in cui ci si è accorti che erano soprattutto le donne bianche della classe media a ricorrere all’aborto e che nel frattempo i tassi di natalità delle donne immigrate e di colore erano maggiori, solo allora l’aborto ha cominciato a essere regolato in modo più severo. In linea con questo trend, Kirk era anche un sostenitore della “ Great Replacement Theory, che sostiene che esista un complotto a livello mondiale per ridurre l’influenza dei bianchi grazie all’ ”immigrazione di persone non bianche in società in gran parte dominate dai bianchi, sia attraverso semplici fattori demografici, con i bianchi che hanno tassi di natalità inferiori rispetto ad altre popolazioni.” Kirk, tanto per aizzare gli animi, ha dichiarato nel 2024 che “La grande strategia di sostituzione, che è in atto ogni singolo giorno lungo il nostro confine meridionale [stati del Sud degli USA], è una strategia per sostituire l’America rurale bianca con qualcosa di diverso.”

Questa ossessione con la famiglia tradizionale include anche nella definizione di “tradizionale” una suddivisione del lavoro in cui solo gli uomini lavorano fuori casa e sostengono economicamente la famiglia. La cosa interessante è che questo modello di famiglia monoreddito non è mai stato la normalità per tutta la popolazione e soprattutto è stato possibile in un periodo ben definito, quello del boom economico post-seconda guerra mondiale. Una “tradizione” quindi piuttosto recente. 

La promozione della famiglia tradizionale è al centro delle politiche dell’amministrazione Trump , che l’ha inclusa tra gli obiettivi prioritari del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani. Insomma, siamo perfettamente coerenti con una visione del mondo nazionalista cristiana (e bianca). Questa visione informa ovviamente le politiche attuate dall’amministrazione Trump per incoraggiare le donne a riprodursi: a parte un conto di 1.000 dollari per neonati/e che per carità va anche bene, ce ne sono altre un po’ più inquietanti in discussione come quella di una “Medaglia Nazionale della Maternità” per le donne con sei figli.

Tutto questo, come evidenziato da The  Guardian, avviene in un contesto in cui si sta scoraggiando la partecipazione delle donne alla forza lavoro con tagli alle politiche di diversity, ai sussidi per i servizi di assistenza all’infanzia, e soprattutto questi provvedimenti non sembrano avere come obiettivo di aumentare le nascite di tutti i gruppi etnici, ma di far riprodurre le donne bianche: in un contesto in cui i tassi di mortalità delle donne afroamericane sono 3-4 volte quelle delle donne bianche,  è chiaro che si rischia di aumentare soprattutto la mortalità materna ed infantile di questo gruppo etnico attaccando i diritti riproduttivi delle donne. 

Ma alla destra cristiana conservatrice tutto ciò non importa, e, come sostiene Soraya Chemaly, nel suo saggio “Online or Off: There is no White Nationalist Extremism without Male Supremacist Extremism”, c’è ancora poca attenzione al fatto che soprattutto l’estremismo cristiano nazionalista bianco, di cui Charlie Kirk era un esponente, non è solo profondamente razzista, ma anche centrato sulla supremazia maschile. Soraya Chemaly scrive: “Kirk ha costruito gran parte della sua fama e della sua organizzazione politica sulla difesa delle gerarchie di genere cristiane, elogiando i ruoli maschili tradizionali e denigrando le femministe e il femminismo. Era un tradizionalista patriarcale che sosteneva il potere patriarcale maschile bianco in modi più accettabili rispetto alle rivendicazioni di supremazia maschile più estreme e palesi di altri.” 

La martirizzazione di Charlie Kirk, nei giorni successivi alla sua morte, il mix grido di dolore per la sua perdita e richiesta di raccolta fondi della moglie mentre rilascia le prime dichiarazioni dopo la morte del marito, le veglie organizzate nel paese, gli sforzi per far sembrare l’assassino di Kirk un super progressista, Trump che dichiara al funerale di Kirk di odiare i suoi nemici sono tutti momenti che riflettono la tragicità del momento storico che gli Stati Uniti stanno vivendo, con una destra nazionalista (piu’ o meno estrema) che ha mano libera e con un’amministrazione che sta facendo e farà, in nome di valori “tradizionali”, molte, troppe vittime.

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