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Il femminismo ha vinto i Golden Globes

di Federica Gentile | 8 Gennaio 2018

golden globes

Ai Golden Globes del 2018, Ladynomics c’era, o meglio c’ero io,  che vivendo nel Trumpistan ho il grande vantaggio di averli potuti vedere alle sette di sera invece che nel pieno della notte.

E quello che posso dire – o meglio scrivere – e’ che i Golden Globes del 2018 li ha vinti il femminismo.

Hollywood e’ stata invasa da una marea di abiti neri – indossati in solidarieta’ con tutte le persone abusate, molestate e marginalizzate e  otto attrici hanno deciso di invitare come loro ospiti delle attiviste per i diritti delle donne e delle minoranze, a sottolineare che la visibilita’ data dal #MeToo al tema delle molestie e abusi sul luogo di lavoro e’ un momento  – per quanto importante – in un continuum di storia di persone che da sempre si battono contro le molestie e la discriminazione sul luogo di lavoro.

Tra le attiviste, Monica Ramirez, della Alianza Nacional de Campesinas che 10 settimane fa invio’ alle attrici di Hollywood una lettera che invitava alla solidarieta’ per tutti i lavoratori e le lavoratrici, indipendentemente dal settore lavorativo; Ai-jen Poo, direttrice della National Domestic Workers Alliance, e Tarana Burke, fondatrice del movimento del #metoo.

Le attiviste hanno rilasciato una dichiarazione, sottolineando che “la stampa recentemente si e’ concentrata troppo sui perpetratori e non ha adeguatamente rilevato la natura  sistematica della violenza e l’importanza di razza, etnicita’ e status economico in relazione alla violenza sessuale e ad altri tipi di violenza contro le donne. Il nostro obiettivo nel partecipare ai Golden Globes e’ di riportare l’attenzione sulle sopravvissute alla violenza e su soluzioni sistemiche e durature”.

Dall’esplosione del #MeToo sono passati pochi mesi, in cui si e’ cercato di trasformare l’indignazione per la pervasivita’ delle molestie (surprise surprise) ad un movimento intersezionale (attento alle differenze tra donne a differenze in termini di classe, razza etc); Time’s Up ha raccolto nel giro di poche settimane 15 milioni di dollari, che verranno utilizzati per supportare donne e  uomini che sono stati vittime di molestie sessuali, assalto o abusi sul posto di lavoro.

Ed e’ tutto nato dalla decisione coraggiosa, di alcune, di rompere il silenzio.

Durante il discorso di ringraziamento per il premio ricevuto per la performance in The Handmaid’s Tale, Elisabeth Moss, parafrasando la Atwood,  ci ricorda che: “Non viviamo piu’ negli spazi bianchi e vuoti ai margini di una pagina. Non viviamo piu’ negli spazi tra le storie. Siamo la storia stampata, e la stiamo scrivendo noi stesse.”​

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