lunedì, Gennaio 19, 2026
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Declino cognitivo delle donne? Colpa del sessismo!

Tradizionalmente gli studi che si sono posti l’obiettivo di indagare sul motivo per cui l’Alzheimer colpisce le donne più degli uomini hanno analizzato le differenze biologiche tra i sessi, guardando per esempio al ruolo dei geni e agli ormoni, ma un nuovo studio condotto negli USA che ha esaminato la relazione tra i livelli di sessismo strutturale e le prestazioni in termini di memoria di 21.000 persone ha scoperto che per le donne nate in stati caratterizzati da un maggiore livello di sessismo strutturale (convinzioni o pratiche discriminatorie basate sul sesso e sul genere che determinano disparità abbastanza prevedibili […]in termini di potere, risorse e opportunità) hanno un declino della memoria più rapido in età matura, che equivale circa nove anni di invecchiamento cognitivo.

Lo studio ha anche osservato che questa associazione tra sessismo strutturale e declino cognitivo è particolarmente forte per le donne nere, che si trovano a dover affrontare contemporaneamente l’effetto del sessimo e del razzismo. La responsabile della ricerca, Justina Avila-Rieger, ha affermato che:

“I nostri risultati suggeriscono che affrontare le disuguaglianze sociali potrebbe essere un modo efficace per ridurre il peso dell’Alzheimer tra le donne”

e

“L’Alzheimer è un enorme problema sociale, in particolare tra le donne, che rappresentano due terzi delle persone americani affetti dalla malattia. È fondamentale che comprendiamo meglio cosa sta causando questa discrepanza e cosa si può fare al riguardo”.

Anche se non sono ancora chiari i meccanismi grazie ai quali il sessismo strutturale contribuisce al declino della memoria, si ipotizza che le disuguaguaglianze strutturali rendano più difficile per le donne l’accesso alle “opportunità e alle risorse che migliorano la salute”.

Considerato che nel mondo la demenza colpirà 75 milioni di entro il 2030 persone e 132 milioni entro il 2050, con circa 10 milioni di nuovi casi all’anno ) e che in Italia sono più di un milione le persone con demenza e si stimano oltre 600.000 persone affette da Alzheimer è evidente come sia importante indagarne tutte le determinanti.

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