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La #CostituzioneDelleDonne Articolo 36: La retribuzione delle donne basta per un’esistenza libera e dignitosa?

di Federica Gentile | 18 Maggio 2019

Con l’Articolo 36 della Costituzione viene stabilito il diritto per i lavoratori di ricevere una remunerazione che garantisca un’esistenza libera e dignitosa: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

Quindi, con l’Articolo 36, la Costituzione stabilisce i due principi di proporzionalità e di sufficienza per quanto riguarda i lavoro e la retribuzione. La proporzionalità implica che ci deve essere “una relazione corrispettiva tra ogni elemento della retribuzione ed ogni elemento della prestazione lavorativa: così, ad esempio, una parte di retribuzione può consistere in elargizioni diversi dal denaro, come le partecipazioni agli utili societari”, e  la sufficienza implica che un compenso minimo deve comunque  garantire libertà e dignità del lavoratore e della sua famiglia.

Il secondo comma rimanda alla legge ordinaria la quantificazione della durata della giornata lavorativa, affermando che “La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge” e si stabilisce al comma 3 che “Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.” Il  Decreto  Legislativo n. 66 del 2003 ha  quindi disciplinato l’orario di lavoro definendo sia l’orario normale in 40 ore settimanali (da cui sono esenti particolari categorie di lavoratori e lavoratrici) sia la quantità massima di ore di lavoro da svolgersi nell’arco della settimana. Le ferie ed il riposo settimanale consentono a chi lavora “di realizzare la propria persona anche in relazione ai suoi interessi ed ai suoi rapporti famigliari, nonché di riposare e recuperare le forze”.

Quanto vale il lavoro non retribuito delle donne?

L’Articolo della 36 della Costituzione si concentra ovviamente sul lavoro retribuito, quindi il lavoro domestico e di cura, tradizionalmente svolto principalmente dalle donne ne è escluso. Si tratta però di un lavoro che quantitativamente è importante, infatti: “nel 2014 oltre 7 milioni di casalinghe da sole hanno effettuato un numero di ore di lavoro non retribuito simile a quello prodotto da poco più di 25 milioni di uomini di 15 anni e piùe se venisse remunerato, il lavoro di chi si occupa esclusivamente della  casa varrebbe circa 7,000 euro  al mese. Si dedicano alla casa circa  7 milioni e 338 milioni di casalinghe, di cui la maggioranza sono anziane ultra 65enni (40,9%), mentre le casalinghe più giovani (fino a 34 anni) sono l’8,5% del totale.

Ci sono state nel tempo varie proposte per assegnare uno stipendio alle casalinghe, e recentemente un articolo apparso sul Sole 24 Ore  affermava che “Invece del reddito di cittadinanza serve un reddito alle madri casalinghe” osservando che nel nostro paese Il 71% delle ore di lavoro gratuito nel 2014 (oltre 50 miliardi) è stato svolto da donne per attività domestiche e che un reddito per le casalinghe sosterrebbe le famiglie dal punto di vista economico e favorirebbe anche la natalità.

Per quanto riguarda poi il valore del lavoro delle donne occupate,

i settori in cui le donne sono la maggioranza, come per esempio l’insegnamento e l’assistenza e la cura delle persone, sono anche i settori in cui gli stipendi sono in media più bassi. Le donne sono invece ancora poco presenti negli ambiti legati alle STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica) dove le remunerazioni sono in generale maggiori. Non sorprende quindi che il gender pay gap, in Italia sia ancora elevato: se i dati Eurostat riportano un divario salariale di appena il 5%, tuttavia, se si prendono in considerazione i  redditi annui medi,  il gap di genere sale al  43,7% (Media UE: 39,6%).

Bisogna sottolineare anche che – al di là del divario di genere, le retribuzioni non sempre garantiscono una vita dignitosa:

in Italia c’è un problema grave di calo dei salari reali

(ovvero le retribuzioni aggiustate al costo della vita): i salari reali] sono calati del 4,3% tra 2010 e 2017, dopo essere cresciuti del 7,3% fra 2000 e 2009”. Questo dato colloca l’Italia tra i peggiori paesi dell’Eurozona, seguita da  Spagna (-4,4%),  Croazia (-7,9%), Portogallo (-8,3%), Cipro (-10,2%) e Grecia (19,1%). Tra le cause della stagnazione dei salari c’è la precarizzazione del lavoro e fenomeni come ad esempio il part-time involontario (che riguarda circa 1,8 milioni di donne in Italia).

Quanto dura la giornata lavorativa delle donne?

Infine, per quanto riguarda il comma 2 dell’Articolo 36 della Costituzione, è evidente che il lavoro domestico e di cura allunga decisamente la giornata lavorativa delle donne, tanto che la sociologa Arlie Hochschild ha coniato il termine “second shift” (secondo turno per indicare il carico di ore  di lavoro svolto a casa in aggiunta al “primo turno” che consiste nel lavoro fuori casa). Secondo dati Istat, le donne in Italia dedicano circa 3 ore in più degli uomini nel lavoro domestico e di cura; e il numero di ore lavorate tende ad aumentare in presenza di figli/e. Si tratta di ore di lavoro che non solo non sono retribuite, ma che sono anche potenzialmente sottratte ad altre attività come per esempio volontariato e  attività politica. La differenza nelle ore lavorate a casa si spiega con il basso tasso di occupazione femminile in Italia, ma anche con la “persistenza dello stereotipo secondo cui sia meglio che l’uomo lavori e la donna curi la casa, condiviso dal 54,1 per cento degli uomini e dal 46,6 per cento delle donne”.

Il progetto La #Costituzionedelledonne: Che cosa rappresenta oggi per noi donne la Costituzione? Quanto ci sentiamo rappresentate, capite e considerate? Un articolo al giorno, per tutto il mese di maggio, perchè la Festa della Repubblica sia davvero per tutte e tutti.

Puoi leggere gli altri Articoli della #CostituzioneDelleDonne qui:

1 maggio 2019: La #CostituzioneDelleDonne, oggi

1 maggio 2019: Articolo 1: Ma l’Italia è una Repubblica fondata anche sul lavoro delle donne?”

2 maggio 2019 Articolo 2: “Quali sono i diritti inviolabili delle donne?”

3 maggio 2019 Articolo 3: “Anche le donne sono uguali di fronte alla legge?”

4 maggio 2019 Articolo 4: “Anche le donne hanno il diritto-dovere di lavorare?

5 maggio 2019 Articolo 9:  “La Repubblica promuove anche la cultura e la ricerca delle donne?”

6 maggio 2019 Articolo 10: “Il diritto di asilo delle donne straniere è diverso?”

7 maggio 2019 Articolo 11: “Che c’entrano le donne con la guerra?”

8 maggio 2019 Articolo 14: “L’inviolabilità del domicilio e la violenza contro le donne”.

9 maggio 2019 Articolo 18: “La libertà di associarsi delle donne”

10 maggio 2019 Articolo 21: “La libertà di parola delle donne”

11 maggio 2019 Articolo 29: “Il ruolo delle donne nel matrimonio e nella famiglia di oggi”

12 maggio 2019 Articolo 30: “Le donne e il diritto-dovere dei genitori di crescere i figli”

13 maggio 2019 Articolo 31: “Quale famiglia deve promuovere la Repubblica? E quale maternità?”

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14 maggio 2019 Articolo 32: “Il diritto di cura e di tutela della salute delle donne”

15 maggio 2019 Articolo 33: “Le insegnanti nella scuola e nell’Università”

16 maggio 2019 Articolo 34: “Il diritto allo studio delle donne è diverso?”

17 maggio 2019 Articolo 35: “La Repubblica tutela anche il lavoro delle donne?”

18 maggio 2019 Articolo 36: “La retribuzione delle donne basta per un’esistenza libera e dignitosa?”

19 maggio 2019 Articolo 37: “Nel lavoro le donne hanno gli stessi diritti e retribuzione degli uomini?”

20 maggio 2019 Articolo 38:”Le donne hanno gli stessi diritti previdenziali e assistenziali degli uomini?”

21 maggio 2019 Articolo 39: “Il ruolo delle donne nei sindacati”

22 maggio 2019 Articolo 41: “L’imprenditoria delle donne”

23 maggio 2019 Articolo 42: “La proprietà privata delle donne”

24 maggio 2019 Articolo 45: “Le donne nella cooperazione e nell’artigianato”

25 maggio 2019 Articolo 48: “Le donne elettrici”

26 maggio 2019 Articolo 49: “Le donne nei partiti”

27 maggio 2019 Articolo 51:”Le donne elette”

28 maggio 2019 Articolo 53: “Anche le donne pagano le tasse”

29 maggio 2019 Articolo 55:”Le donne in Parlamento”

30 maggio 2019 Articolo 92:”Le donne nel Governo”

30 maggio 2019 Articolo 83: “Avremo mai una Presidente della Repubblica?”

2 giugno 2019: Festa della Repubblica con la #CostituzioneDelleDonne!

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