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E’ matematico: le donne portano le aziende al successo. Anche in tempi di crisi.

di Giovanna Badalassi | 19 Giugno 2020

Le donne ai vertici fanno guadagnare molto, ma molto di più le aziende. E’ così, arrendetevi: stavolta è stato davvero misurato con una quantità enorme di dati, impossibili da contestare.

Dopo anni di “si stima”, “si pensa”, “un’indagine condotta su un campione..”, finalmente una ricerca massiva e prolungata conferma che sì, le aziende che hanno una donna CEO o più donne nel CDA o tra i dirigenti sono premiate da una importante quantità di soldi ai quali sarebbe da mentecatti rinunciare, sia da parte delle imprese che dei loro azionisti.

In Australia hanno infatti esaminato le performances delle prime 200 aziende quotate in borsa negli ultimi 6 anni

che devono ogni anno produrre un report di genere all’Agenzia Federale per le Pari Opportunità. (6×200 fa 1.200 rapporti esaminati, eh) e hanno dimostrato, calcolatrice alla mano, che:

  • Se l’azienda ha una CEO donna il suo valore azionario cresce in media del 5% (53,3 milioni US$).
  • Se l’azienda aumenta il numero delle donne nel proprio CDA del 10% o più il suo valore azionario cresce in media del 4,9% (52,6 milioni US$).
  • Se l’azienda aumenta il numero delle donne nelle posizioni di potere del 10% o più, il suo valore azionario cresce in media del 6,6% (70,2 milioni US$).

Ma la cosa più interessante, soprattutto di questi tempi di crisi, è che, attenzione:

  • Se l’azienda riduce il numero di donne nel proprio CDA del 10% o più riduce del 2,7% il suo valore di mercato perdendo 29,1 milioni US$ in media.
  • Se l’azienda riduce il numero di donne nella propria classe dirigente sempre del 10% o più perde il 2,79% del proprio valore di mercato che equivale a 30,8 milioni US$ in media.

Una frase della responsabile della ricerca riassume un po’ tutta la morale della vicenda “Un’equa presenza di donne e uomini è la chiave per il successo, sia nelle aziende che nelle politiche pubbliche: per fare buoni affari occorre iniziare dalla parità di genere nei ruoli direttivi. Se le donne non sono incluse allora ci perdiamo metà della popolazione, metà delle idee e metà del talento” e, aggiungiamo noi che siamo ciniche, anche un mucchio di soldi, come si vede.

Io mi fermerei anche qui, per oggi.

Potrei allungare il post raccontandovi a lungo del valore della diversity e degli studi che dimostrano l’importanza delle differenti capacità di leadership delle donne, ma, visto che siamo in un sistema turbo-capitalistico che persegue ferocemente il profitto.…beh eccola qua la possibilità di guadagnare di più, servita su un vassoio d’argento.

Cari boss, capi e proprietari assortiti, da oggi non ci sono più scuse: siete tutti lì a studiare piani di rilancio per uscire dalla crisi in consessi camerateschi di old boys quando, senza costi e nessuna fatica, avete già una soluzione davanti agli occhi.

Ora che ci dite?

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