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La parità nei consigli di amministrazione si fa attendere

di Federica Gentile | 25 Febbraio 2020

Donne sedute ad un tavolo davanti a dei laptop. La  parità nei consigli di amministrazione si fa attendere.
Photo by Christina @ wocintechchat.com on Unsplash

Malgrado il panico che si scatena quando si affronta l’argomento quote di genere e parità nei consigli di amministrazione, stiamo pure tranquille, siamo ancora lontane dalle dittatura femminista.

Il nuovo report di Deloitte Global’s Women in the Boardroom report lo dice chiaramente: a livello globale, le donne occupano solo il 16,9% dei posti nei consigli di amministrazione. C’è stato un miglioramento rispetto al 2017, ma stiamo parlando di un po’ meno del 2%. 

Tra i paesi che hanno fatto passi avanti c’è la Germania, che ha visto un incremento del 6,7% che pare legato alla legislazione sulle quote di genere che il paese ha passato nel 2015, e la Finlandia, che ha visto un aumento del 7% di donne nei consigli di amministrazione. La Finlandia però non utilizza le quote di genere, ma, secondo quanto riportato da Deloitte: “Agenzie dello stato e aziende statali devono avere una pari rappresentazione di donne e uomini nei consigli di amministrazione”, e ci sono programmi specifici per lo sviluppo della leadership femminile.

Per quanto riguarda l’Italia, il nostro paese ha – secondo i dati di Deloitte – il 29% di donne nei Consigli di amministrazione. Dominano la classifica (su 49 paesi esaminati) la Norvegia (41%), la Francia (37%) e la Svezia (33%).

Il report afferma che da sola la parità nei consigli di amministrazione non arriva, ed è necessario intervenire con provvedimenti ad hoc per aumentare il numero delle donne nei consigli di amministrazione. I paesi che non hanno preso provvedimenti hanno infatti meno del 10% dei posti nei consigli di amministrazione occupati da donne. E anche quando si interviene, il progresso tende ad essere lento.

Il report rileva inoltre che quando ci sono donne in posizioni di leadership in azienda, allora la presenza di donne nei consigli di amministrazione quasi raddoppia. Quando invece abbiamo i soliti uomini al potere, questo porta solo a maggiore omogeneità invece che diversità nei consigli di amministrazione. Insomma, chi è tradizionalmente abituato a stare al potere, non lo molla.

Che fare? Innanzitutto avere chiaro che quando si vuole aumentare la diversità e puntare alla parità nei consigli di amministrazione bisogna anche aumentare la diversità nel resto dell’organizzazione, e poi bisogna intervenire con programmi di mentoring per donne, con congedi parentali (che sorpresa) e programmi che aiutino le persone a reinserirsi nel mondo del lavoro dopo un’assenza prolungata.

Le soluzioni ci sono, e funzionano. Il maggiore ostacolo è dover ancora troppo spesso perdere tempo – che non abbiamo – a giustificare il fatto che problemi sistemici come l’esclusione delle donne dalle posizioni di leadership vanno affrontati in modo sistemico, e a questo punto, aggressivo.  

Fonte: Gender Parity in the Boardroom Won’t Happen on Its Own

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