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Vuoi vedere che i #ferragnez sono femministi (ma non lo ammetteranno mai)

di Giovanna Badalassi | 3 Settembre 2018

matrimonio ferragni fedez

Lo confessiamo. Qui ed ora. Abbiamo seguito il matrimonio dell’anno con una certa distrazione. 
Già noi di Ladynomics consideriamo lo shopping come un dovere ginnico estenuante che adempiamo giusto il necessario per salvaguardare la pace sociale.
Già non siamo grandi patite del rap: per noi la musica è morta con il pop degli anni ’80.
Già seguiamo il gossip giusto dal parrucchiere, sempre per la pace sociale di cui sopra, ma non conosciamo il 98% dei Vip, e del restante 2% avremmo preferito non sapere.
Già abbiamo serie difficoltà con le “storie”  di Instagram e altre (pare) indispensabili funzionalità del social.
E insomma.
Non siamo esattamente il target tipo dei #Ferragnez: troppo distanti i nostri mondi, troppa visibilità a scapito di valori e contenuti, troppa isteria di massa.
Però, considerata la copertura mediatica pressoché planetaria di cui ha goduto l’evento, alla fine anche noi abbiamo buttato un occhio alla notizia. Non siamo abbastanza competenti  per dire la nostra sui vestiti, la cerimonia, gli invitati, ecc, ma una cosa ci è saltata all’occhio: i #Ferragnez sono, in un certo senso, una coppia femminista.

Pensateci bene.
Lei influencer globale in super carriera, bellissima, magrissima, evidentemente intelligente e scaltra. Una vincente assoluta.
Lui un cantante-imprenditore-produttore, di successo e ultra precoce, considerato per le appassionate un super cool, anche lui evidentemente intelligente e scaltro, un vincente assoluto.
La combinazione avrebbe potuto essere esplosiva, in tutti i sensi. Se la vedete dal punto di vista della cultura patriarcale e dello stereotipo del: io-tarzan-maschio alpha che porta i soldi, tu-jane-femmina svenevole che mi servi e stai sottomessa, ce ne sarebbe stato di che tirarsi i piatti.

I commenti sui social ci stanno provando a seminare zizzania, soprattutto facendo leva sull’orgoglio maschile di Fedez: viene ricordato come lui sia più basso di lei (una sventura per ogni maschio alpha che si rispetti), come la celebrità internazionale di lei oscuri la sua, “solo” nazionale, si computano ossessivamente i guadagni per vedere chi guadagna di più, persino l’acronimo #Ferragnez, in una società dove si prende ancora il cognome del marito, evidenzia di più lei. Per non parlare del matrimonio, con la sposa stella assoluta e lui comprimario impacciato (ma quale matrimonio non è così?).

E invece, pare, per ora, che un equilibrio di coppia e di affari questi due l’abbiano trovato. Un equilibrio tra personalità comunque molto forti, tra carriere di successo e diversi modelli di business. Potrà non piacervi il mondo effimero della moda e del rap (e a noi non piace), storcerete il naso di fronte alle follie dei followers (e pure noi lo storciamo), vi sembrerà tutto kitsch, superficiale e strumentale (e anche a noi lo sembra).

Ma non potete negare che il messaggio, più o meno voluto, che i #Ferragnez lanciano ai giovani è quello di una coppia che ha raggiunto una piena parità di genere.
Di questi tempi, nei quali le nuove forze politiche valorizzano la figura della moglie devota che stira le camice e del maschio-tutto-d’un-pezzo-che-ci-salverà-lui-sì-dagli stranieri, dall’Europa assassina e dalle cavallette, i #Ferragnez ci restituiscono un modello di successo, pubblico e privato, che potremmo definire (solo sotto questo punto di vista, eh) femminista, per quanto narciso e vanesio.

Mi sorprendo io per prima a pensarlo e probabilmente se sapessero di essere definiti così farebbero un bel salto sulla sedia pure loro. Ma, per una volta, basta con quella gran gatta morta di Cenerentola selezionata dal Principe dopo colloquio e prova attitudinale. Ora la Principessa e il Principe si trovano, si scelgono, e si valorizzano reciprocamente, superando con una scrollata di spalle tutti gli stereotipi patriarcali.

Ok dite che sono sotto effetto di qualche sostanza proibita? No. E’ che è lunedì di ritorno dalle ferie, volevo scrivere qualcosa di divertente. Pensa te come stiamo messi.

Perdono. (O forse no).

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