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The Female Persuasion: un libro per l’estate

di Federica Gentile | 19 Giugno 2019

Copertina del libro "The Femal Persuasion" di Meg Wolitzer

“The Female Persuasion” è stato il libro con cui ho inaugurato le letture dell’estate 2019, proprio sull’aereo, al ritorno da un viaggio all’estero. Il libro di Meg Wolitzer non è ancora stato tradotto in Italiano, ma se volete rispolverare l’inglese con un’ avvincente lettura, per di più femminista, “The Female Persuasion” vale la pena.

Nel libro si intrecciano le vicende di diversi personaggi, tutti ben descritti, tanto che alla fine pare di conoscerli come fossero vecchi amici e amiche, e sono trattati con profondità i   vari aspetti delle relazioni tra esseri umani (amicizia, amore, competizione)  e –  udite udite – anche il femminismo!

Infatti, la protagonista, Greer Kadetsky, trova la sua voce di giovane femminista e attivista grazie a Faith Frank, famosa femminista della cosiddetta second wave (iniziata negli anni 60-70). Grazie a Faith, Greer non trova solo il coraggio di esprimere le proprie opinioni, ma anche un lavoro, in una organizzazione femminista. Il libro esplora da un lato la necessità avere una mentore, e un network di sostegno per le donne (un po’ alla Lean In di Sheryl Sandberg, se vogliamo) e dall’altro parla della necessità per le generazioni precedenti di incoraggiare e contemporaneamente di fare spazio alla visione delle giovani generazioni ed ai cambiamenti che sono inevitabilmente necessari per affrontare nuove sfide.

Per esempio, l’organizzazione creata da Faith  – in cui lavora Greer – si occupa soprattutto di organizzare summit  di alto livello sui diritti delle donne, e punta molto sull’empowering. Si tratta di un approccio al femminismo e ai diritti delle donne che ha molti meriti, ma rischia di focalizzarsi solo sulle donne più privilegiate e di concentrarsi sui fattori personali che possono portare una donna al successo, senza concentrarsi sui problemi sistemici (povertà, razzismo, etc.) che rendono possibile solo per pochissime di essere effettivamente “empowered”. 

Il libro affronta anche un altro tema importante: e cioè quello di trovare la propria voce: Greer, a seguito di una molestia sessuale, fatica a trovare il coraggio di denunciare quello che le è successo, e Faith la aiuta a trovare quella che Greer definirà poi come la sua “outside voice” cioè la voce da usare all’esterno, una voce “alta” per definizione. Si tratta di un tema che ha rilevanza sia a livello personale che sociale: la voce delle donne  – sia nel privato che nel pubblico –  non è stata ascoltata, ne’ considerata rilevante, e quando le donne alzano la voce nel tentativo di farsi ascoltare, spesso  vengono accusate di essere troppo arrabbiate, svilendo così le loro (giustissime) rivendicazioni. 

Insomma, “The Female Persuasion” è una lettura avvincente, e soprattutto offre molti spunti di riflessione sulla condizione della donna nel 21esimo secolo, e sulla necessità di trovare, ed usare, la nostra “outside voice”.

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