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Sessismo contro le bookinfluencers

di Federica Gentile | 8 Gennaio 2020

Pila di libri sostenuta da una mano
Photo by Thought Catalog on Unsplash

Oggi è uscito un articolo su Il Giornale di un giornalista che si accanisce contro le bookinfluencers, vale a dire donne che su Instagram osano parlare di libri, in alcuni casi di libri scritti da donne, e addirittura curare i loro account con foto ben fatte.

Un vero scandalo fare una cosa del genere su Instagram, un social in cui si sa, le belle immagini non contano niente.

L’articolo è un tripudio di luoghi comuni: si accusa di sessismo chi parla solo di libri scritti da donne, e in una società dominata dagli uomini, il sessismo all’incontrario, mi dispiace, ma non regge. Anzi, guardando poi proprio all’editoria, Loredana Lipperini in una intervista ha sottolineato come se da un alto le donne leggono più degli uomini (la percentuale delle lettrici è del 46,2% e quella dei lettori è al 34,7%.) “in tutte le pagine letterarie, le donne sono meno presenti sia come autrici di recensioni, che come autrici recensite”.

Insomma, il problema di sessismo ce l’ha se mai l’editoria, non certo chi parla di libri scritti da donne.

La critica gratuita del lavoro di queste donne peraltro si inserisce in una ben consolidata tendenza a delegittimare la conoscenza prodotta dalle donne e il loro lavoro. Andando oltre il caso specifico, il lavoro femminile per eccellenza, il lavoro domestico e di cura, non è neppure considerato vero lavoro. Anche nell’ambito del lavoro retribuito, i lavori considerati “femminili”, indipendentemente da chi li svolge, (per esempio maestra d’asilo, badante, infermiera, commessa) hanno poco prestigio sociale, e in generale sono meno remunerati, mentre i lavori considerati “maschili”, sono mediamente pagati meglio e godono di più prestigio sociale.

Infine, la ciliegina sulla torta; l’autore dell’articolo, riferendosi ad una book influencer scrive: “ Molto carina, anche lei posta foto carine”. Una frase che fa sorridere – amaramente – perchè viviamo in una società dove essere avvenente è un imperativo per le donne, ma l’avvenenza viene in questo caso usato come un’arma per sminuire e delegittimare il lavoro fatto da queste ragazze.

Anche oggi, un quotidiano esempio di sessismo. E tanto per riequlibrare un po’ la situazione, vi invitiamo a seguire su Instagram le bookinfluencers citate da Il Giornale: @lhascrittounafemmina @petuniaollister @julie.demar @icalzinispaiati @libriamociblog

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