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Quando il capitalismo dava la caccia alle streghe

di Federica Gentile | 31 Ottobre 2019

La caccia alle streghe nel 1447
By Diepold Schilling – Geschichtsfreund 158, 2005, p. 25 (Luzerner Bilderchronik von Diepold Schilling 1513 [ZHB Luzern, Bl. 60r]), Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=355489

Che c’entra il capitalismo con le streghe? Parecchio. Anzi, Silvia Federici nel suo libro Witches, Witch-Hunting, and Women (che riprende il contenuto del suo libro “Calibano e la strega”) osserva che anche se le cause della caccia alle streghe sono molteplici, essa era necessaria per lo sviluppo del capitalismo nel corso del quindicesimo e sedicesimo secolo.

L’autrice collega la caccia alle streghe alla scomparsa di forme comunitarie di agricoltura e alla diffusione della povertà nelle popolazioni urbane e rurali dovuta alla diffusione dell’economia monetaria: le donne, in particolare se anziane, erano coloro che più erano colpite da questi cambiamenti e coloro che più di tutti avevano motivi per ribellarsi al nascente sistema capitalista e che quindi rischiavano maggiormente di essere perseguitate come streghe.

La caccia alle streghe rispondeva anche all’esigenza di addomesticare le donne, limitando il loro potere alla sfera domestica e incaricandole del lavoro (svolto gratis) di riproduzione sociale necessario per il sistema capitalista.

La Federici è chiara: il terrore scatenato dalla caccia alle streghe ha funzionato molto bene per imporre a tutte le donne dell’epoca, con strascichi fino al presente, un nuovo modello di femminilità che richiede alle donne, per essere socialmente accettate, di essere obbedienti, sottomesse all’uomo e di limitarsi ad una sfera di attività che il capitalismo ha sistematicamente svalutato, dato che il lavoro di cura non è considerato “vero” lavoro.

In questo modo il capitalismo ha definitivamente imposto la tradizionale divisione del lavoro sulla base del sesso: le donne limitate al lavoro di riproduzione sociale (svolto gratuitamente, in nome di una naturale propensione delle donne alla cura) nella sfera privata, e gli uomini a lavorare fuori di casa, nella sfera pubblica. Il capitalismo in questo modo ottiene sia il lavoro a poco prezzo e la cura necessaria per produrre e mantenere in vita i lavoratori.

Un sistema perfetto, no?

L’imposizione di un nuovo modello di organizzazione dell’attività economica ha quindi richiesto la distruzione del potere sociale delle donne; le streghe spesso erano donne anziane, depositarie di conoscenze empiriche e testimoni di un modo di vivere e di un sistema economico diversi da quello che stava cercando di imporsi.

Con le streghe vennero infatti distrutti interi sistemi di relazioni sociali ed un intero universo di conoscenze passate di madre in figlia riguardo per esempio alle erbe e a metodi contraccettivi.

Non solo, la Federici sottolinea che il capitalismo per affermarsi ha richiesto un continuo uso della violenza per continuare a soggiogare le donne nel proprio ruolo subordinato rispetto agli uomini.

Il libro della Federici, che purtroppo non è ancora tradotto in Italiano, ci offre quindi la milionesima ragione per cui è importante che il femminismo si occupi di economia.

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