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L’anno delle donne che (r)esistono

di Federica Gentile | 22 Dicembre 2016

donne resistono

Il giorno dopo le elezioni americane, dopo la notte in cui il sito per l’emigrazione verso  il Canada è andato in tilt per via delle molte visite dagli USA, in tanti hanno detto e scritto “ We are not going anywhere”: ha vinto Trump, non andremo da nessuna parte, non scompariremo, continueremo ad esistere e a resistere.

E allora questo nostro post è dedicato a tutte le donne che (r)esistono.

E’ dedicato alle donne native americane che a Standing Rock oppongono strenuamente la costruzione della Dakota Pipeline, in modo pacifico. Per la prima volta nella storia degli USA, una donna nativa, Spotted Eagle, ha ricevuto un voto dal Collegio elettorale USA, che si è riunito per validare – purtroppo – l’elezione di Trump.

E’ dedicato alle tante che hanno partecipato alla manifestazione  Non una di meno svoltasi a Roma il 26 novembre, seguita da un deplorevole semi-silenzio stampa.

E’ dedicato alle donne del movimento Black Lives Matter che lottano contro la violenza ed il razzismo delle forze di polizia USA nei confronti della comunità afroamericana.

E’ dedicato alle donne che in Arabia Saudita stanno cercando di porre fine all’istituto della “tutela” per cui hanno bisogno del permesso di un uomo per poter vedere garantiti una serie di diritti, tra cui viaggiare e accedere a servizi sanitari.

E’ dedicato alle donne di Sisters Uncut , che in Gran Bretagna continua a protestare contro i tagli a servizi vitali di assistenza alle donne vittime di violenza.

E’ dedicato alle donne americane che il 21 gennaio, in occasione dell’inaugurazione della presidenza di Trump, protesteranno in manifestazioni organizzate a Washington DC ed in tutto il paese.

E’ dedicato alle donne yazide ed a tutte coloro che vivono in guerra, sotto assedio, sottoposte alla costante violazione dei propri diritti umani.

Otre alle  resistenti visibili nella vita pubblica ci sono le resistenti nella vita privata, lontane dai riflettori: le donne vittime di violenza, le caregiver, le mamme dei disabili, le figlie che assistono gli anziani.

Che ognuna di noi possa, per l’anno venturo ed in seguito, trovare la propria strada per continuare a resistere.

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