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La crisi climatica aumenta la violenza di genere

di Federica Gentile | 4 Febbraio 2020

Manifestazione contro la crisi climatica
Photo by Mika Baumeister on Unsplash

Motivo 19355965969797 per occuparsi della crisi climatica al di là del fatto che ci piacerebbe sopravvivere come razza umana: gli effetti negativi della crisi climatica sulla violenza di genere, ed in particolare della violenza contro le donne, come ha osservato il rapporto “Gender-based violence and environment linkages” dell’International Union for Conservation of Nature (IUN).

Infatti, in contesti caratterizzati da scarsità di risorse e disugualianza nella distribuzione del potere tra uomini e donne, da un lato cresce lo stress delle persone, cosa che potenzialmente può portare a comportamenti violenti, e dall’altro ci sono maggiori opportunità, per chi detiene il potere sulle risorse naturali – gli uomini – di far leva sul controllo di risorse naturali per abusare delle donne. Come riporta la CNN, uno dei casi è quello in cui sesso viene scambiato con cibo, come avviene in alcune aree dell’Africa Orientale in cui non viene venduto il pesce a donne che si rifiutano di fare sesso con i venditori.

Non solo: le donne possiedono solo il 20% della terra a livello mondiale e però sono coloro che sono responsabili di gran parte del lavoro agricolo necessario al sostentamento familiare, mentre gli uomini tradizionalmente tendono a coltivare prodotti da vendere sul mercato. Come conseguenza di raccolti più scarsi dovuti al riscaldamento globale, in Uganda i contadini fanno pressioni sulle donne affinchè cedano loro parte del raccolto per il sostentamento familiare, creando un’opportunità per maggiori abusi. Questo avviene in un paese in cui il divario di genere per quanto riguarda i diritti di proprietà sulla terra è molto alto: la percentuale di uomini che possiedono terra è maggiore di 21 punti percentuali rispetto a quella delle donne. Il rapporto ha anche documentato casi di violenza domestica contro le contadine che volevano invece avere accesso ai mercati locali per vendere la loro merce.

Godere di diritti di proprietà sulla terra per le donne è fondamentale, in quanto potrebbe diminuire il rischio di violenza domestica, permettendo a molte donne di lasciare chi abusa di loro, essendo economicamente più indipendenti. Purtroppo sono stati documentati anche abusi da parte di funzionari che hanno richiesto favori sessuali per assicurare alle donne i loro diritti di proprietà.

La crisi climatica costituisce anche un ulteriore rischio di violenza per le attiviste: da un lato il rischio di violenza rende più difficile far parte o essere a capo di organizzazioni che lavorano sul tema, e come afferma il rapporto :“La violenza di genere viene usata per perpetuare la disuguaglianza di genere, e, a volte, per scoraggiare violentemente o zittire le donne che reclamano i propri diritti e che vogliono lavorare per un ambiente sano e sicuro”. Di conseguenza, continua il rapporto, la violenza di genere contro le attiviste sta aumentando, sia nella sfera privata che in quella pubblica.

Insomma, lo ripetiamo: il riscaldamento globale è LA grande sfida dei nostri tempi; la crisi climatica influisce su tutta una serie di crisi a livello sociale, tra qui l’epidemia di violenza contro le donne, che al momento attuale colpisce circa il 35% delle donne al mondo.

Fonte: “Gender-based violence and environment linkages” (IUN).

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