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I volti della violenza di genere

di Federica Gentile | 25 Aprile 2019

Una donna vittima di un attacco di acido riceve delle cure da un medico.
Foto via wikimedia

La violenza di genere ha molti volti, ed uno di questi è il volto delle donne sfregiate con l’acido, una particolare forma di violenza di genere che tende a colpire soprattutto le donne.

Chi perpetra la violenza – spesso un familiare – punisce la vittima sfigurandola con l’acido poichè ritiene che si siano macchiata di qualche colpa, come ricevere delle avances da qualcuno o rifiutare una protesta di matrimonio. Le statistiche riportano che la maggior parte degli attacchi con l’acido avvengono in Bangladesh (3.512 persone vittime di attacchi tra il 1999 e il 2013) e anche se gli attacchi con l’acido avvengono soprattutto in Asia del sud, in Gran Bretagna nel 2016 ci sono state circa 601 attacchi con l’acido, e 4 su 5 vittime sono uomini. In Italia si tratta di un fenomeno raro, ed il caso più famoso è quello di Lucia Annibali.

Le conseguenze fisiche e psicologiche di questi attacchi sono gravi e duraturi nel tempo. In particolare, spesso le vittime tendono a venire isolate per il proprio aspetto fisico e trovano quindi difficoltà nella ricerca di un impiego.

In India c’è però un piccolo ma importante esempio di resistenza e di resilienza: un caffè nella città di Agra (e uno a Lucknow) è interamente gestito da donne che sono sopravvissute ad attacchi con l’acido.

Il caffè, che si chiama Sheroes Hangout, (un gioco di parole tra “she” (lei) e “heroes” (eroine)) è anche un luogo di incontro che promuove l’integrazione sociale; le donne che vi lavorano condividono la loro storia con i clienti, e sensibilizzano sugli attacchi con l’acido, in modo da poter riconoscere le circostanze che possono portare a questi atti.

La violenza di genere si combatte anche così , con soluzioni semplici, che restituiscono dignità alle sopravvissute, e innescano un cambiamento a livello sociale.

Fonte: This cafe in India is fully run by acid attack survivors

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