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#ELEZIONIPOLITICHE2022: Quello che avremmo voluto sentirci dire

di Giovanna Badalassi | 21 Settembre 2022

#ELEZIONIPOLITICHE2022

Siamo agli ultimi giorni prima del voto, se Dio vuole, che non se ne può più. Siamo tutte sfinite da una campagna elettorale brutta, violenta, becera, populista, sovranista, qualunquista, in somma, tutti gli -ista più deprimenti che vi vengono in mente.

Anche noi di Ladynomics ci siamo ammutolite, nell’impossibilità di parlare seriamente di qualsiasi cosa.

Ora che siamo così vicine alla data-fine-del-mondo, siamo pervase come da un senso di leggerezza masochista, vedendo arrivare la fine di questa agonia.

Ci arrischiamo quindi solo ora a dire che le donne in questa campagna elettorale hanno avuto pure il loro spazio, ma per troppi motivi sbagliati:

Ci sono state ben poche sorprese nella scelta delle donne candidate.

Dalle liste è chiaro che le mogli, le figlie, le amanti, le ubbidienti, le povere giovani da esposizione e le specchiette per allodole (alcune pure capaci, eh), avranno giustamente una loro  presenza trasversale in Parlamento, così come nella società. Continua invece l’esilio pressoché totale delle donne del tutto indipendenti, oltre che competenti, con una propria visione ed autonomia di giudizio, prive di uomini di potere che “le portino”. Si ha difficoltà a trovare, insomma, le femministe d’animo e non di facciata. Dov’è finita la quota-strega? Ne conosciamo, di queste candidate, meno delle dita di mezza mano, e devono pure stare molto attente e caute, dal momento che non hanno manco la tutela minima dovuta ai panda: tale è il terrore generale della loro presenza che pure il fuoco amico femminile è il più zelante e spietato.

E fin qui niente di nuovo, direte.

Eh, insomma. Siamo nel decennio delle piaghe bibliche, delle guerre con minaccia nucleare, l’Italia ha un debito pubblico fuori controllo che basta uno starnuto per mandarci gambe all’aria, ma tutti stanno facendo finta di niente. Forse qualche voce della verità davvero libera di alzarsi e di dire che no, il re stavolta è davvero nudo, avrebbe fatto del bene al paese.

Ci sono state ben poche sorprese nella quantità di donne candidate.

Il pallottoliere elettorale è impietoso, come sempre. Poche le donne candidate in partenza, come ci spiega l’articolo di Openpolis, ancora meno le donne con probabilità di essere elette, nel micidiale meccanismo elettorale, come illustra questo articolo dell’Huffington Post. A occhio, quindi, la contabilità parlamentare femminile, se siamo fortunate, rimarrà quella di prima, altrimenti potrà solo peggiorare. Alè.

Ci sono state ben poche sorprese nell’uso strumentale delle donne in campagna elettorale.

Tra video di stupri e accuse di stalking, ricatti e controricatti, anche stavolta non ci siamo fatte mancare niente. E qui mi fermo, che tanto sappiamo già tutto.

L’unica novità, ammettiamolo, è la possibilità di avere la prima donna Presidente del Consiglio.

Dovremmo essere contente secondo la narrazione antidiscriminatoria, ma confessiamo di essere davvero poco emozionate alla prospettiva.

Certo, chapeau. Trattasi di affermazione personale di personalità comunque molto in gamba, capace di superare ogni ostacolo e di arrivare da sola a questo punto, trovandosi di volta in volta le alleanza e gli appoggi giusti, dentro e fuori dal partito, anche da parte di uomini ben contenti di avere trovato una interprete dei loro interessi, così capace e potenzialmente vincente anche grazie alla novità rassicurante di appartenere all’”altro” sesso.

Tutto ciò al prezzo di dire tutto e il contrario di tutto, fare a pezzi un giorno la Costituzione, l’altro l’Europa, poi ripensarci, poi accarezzare ambiguamente tutti gli -ismi più demagogici e i loro più degni interpreti, fare la faccia feroce, e auguriamoci solo quella.

Si tratta quindi di una notevole affermazione personale, che ci mostra che, solo se sei davvero eccezionale e disposta a pagare un prezzo altissimo, riesci a superare tutte quelle discriminazioni che qualsiasi statistica sulle donne ci mostra senza pietà da decenni.

E quindi, quale sarebbe il messaggio, in questo caso, da dare alle restanti 30.235.704 italiane?

Sono problemi vostri se non siete eccezionali e disposte a tutto, dato che, come vedete, lei ce l’ha fatta?

Ritorniamo alla solita confusione tra donne di potere e femministe di potere.

Nel primo caso si tratta di prospettive individuali ben bene piantate nelle regole del sistema, nel secondo di prospettive collettive che quelle regole le vogliono cambiare per il benessere generale.

Prendiamo dunque atto della novità, ma andiamo avanti, per favore. Magari, parliamo di programmi e politiche che interessino tutte le donne e tutti gli uomini, cerchiamo per una volta di essere davvero cittadine a tutto tondo, esprimendo una nostra visione su tutto il paese, non solo su noi stesse.

E quindi eccolo qui, il nostro esercizio di prospettiva femminista.

Proviamo, per questi giorni che ci rimangono fino al 24 sera, a esprimere cosa avremmo voluto sentirci dire in questa campagna elettorale, come avremmo voluto cambiare insieme il paese, se avessimo avuto adeguata rappresentanza e voce.

Cominciamo qui, noi per prime, e chiediamo anche a voi di contribuire a questo esercizio collettivo: mandateci le vostre idee a Ladynomics@gmail.com, o scriveteci sui nostri social: Facebook, Twitter, Instagram.

Aggiorneremo ben volentieri questa lista anche con le vostre proposte.

Non è una lista dei sogni: prima di cambiare il mondo, bisogna saperlo immaginare e descrivere tutte assieme. Almeno, che questi due mesi orribili producano qualcosa di positivo, alla fine.

Quello che avremmo voluto sentirci dire.

Il nostro programma per le #ELEZIONIPOLITICHE2022

(In ordine sparso e in continuo aggiornamento).

Cittadine e cittadini italiani!

  • L’Italia è in un enorme occhio del ciclone. Sono oramai anni che sta succedendo di tutto e manco prima eravamo un paese da favola, diciamocelo. Dobbiamo tirare fuori il meglio di noi stessi, tutte e tutti, e passare all’azione. Cosa vuol dire un paese più giusto, dove viene premiato il merito e si riducono le diseguaglianze? Non vuol dire niente, se non spieghiamo come intendiamo farlo, numeri e conti alla mano. Quindi tutte le proposte che seguono sono state verificate come fattibilità. Vi mettiamo a disposizione i nostri studi e calcoli, perché ci siamo impegniamo seriamente e vogliamo che anche voi ci votiate seriamente.
  • Abbiamo fatto gli allegri per anni, e ora abbiamo un debito pubblico fuori controllo che ci rende di fatto una democrazia in libertà vigilata, che dipende dagli umori dei paesi ben più potenti di noi. Quindi, se vogliamo fare qualcosa per le donne, i giovani, gli anziani, gli esclusi, e tutto quello che resta oltre gli uomini di mezza età, pieni di soldi fatti-sai-tu-come, e relative famiglie a carico, dobbiamo diventare un paese corretto, che rispetta le regole che si è dato, che uccide il mito nazionale del furbetto e della furbetta che salta la coda.
  • Abbiamo davvero bisogno di gente capace, curriculum alla mano, che sappia trovare i soldi nascosti nella giungla dei conti pubblici e poi spenderli con il migliore impatto sociale ed economico possibile. Quindi, apriremo le porte ai realmente meritevoli grazie a regole ferree e stringenti per nomine e avanzamenti di carriera in tutta la pubblica amministrazione (si, parliamo anche di voi, docenti universitari, primari con la tessera di partito, famigli vari). Demoliremo pure l’altro mito nazionale, quello della raccomandazione, introducendo rigide regole di anti-nepotismo ovunque. Ci riprenderemo i nostri cervelli all’estero e li valorizzeremo assieme ai cervelli migliori che sono miracolosamente rimasti e cresciuti qui.
  • Adotteremo norme e atti amministrativi che eliminino le sacche di irregolarità nelle quali prosperano economie parassitarie alle spese dello Stato, irregolari o criminose: basta con il business della sanità privata e dei rifiuti, con gli autonomi che fatturano a morte di Papa. Faremo controlli spietati su evasione, corruzione, lavoro nero, società fittizie e metteremo sanzioni tali da far passare la voglia di riprovarci. Essere un paese civile sarà molto più conveniente, ma dovremo lavorare sodo e in regola, tutte e tutti. Chi lo ha fatto finora ha davvero tenuto in piedi il paese, lavorando come un mulo, pagando tasse per tutti, nell’umiliazione di osservare gli inauditi tenori di vita dei furbetti. tutto questo cambierà.
  • Promuoveremo in modo massiccio, convinto e assiduo le nostre aziende oneste e responsabili, che fanno prodotti di qualità, danno buon lavoro, stabile e ben remunerato, e pagano le tasse. Non avremo pietà per le aziende predatrici che campano sulla pelle di tutti: dei lavoratori/trici, dei fornitori, dei consumatori/trici e dello Stato. Questo implica che il nostro codice degli appalti verrà rivisto per selezionare solo le aziende cristalline ed eliminare quelle corruttrici. Che rivedremo i contratti di lavoro e che salveremo comunque e sempre gli occupati/e.
  • Tutti i mezzi di informazione di massa potranno essere solo di proprietà di editori puri che fanno solo quello. I giornali non sono agenzie stampa di potentati vari, ma una gamba della democrazia, li vogliamo liberi e indipendenti. Le loro entrate dovranno essere controllate per evitare finanziamenti indebiti di aziende e paesi stranieri, capaci di influire sulla vita e sul dibattito pubblico.
  • Le fatture andranno tutte pagate entro i termini previsti. Il ritardo nei pagamenti strangola i più deboli. In altri paesi questo non si fa, pena gravi sanzioni, non si farà neanche nel nostro.
  • Metteremo controlli ferrei sul personale pubblico e privato dedito alla cura dei più fragili e l’istruzione dei più piccoli. Personale sanitario o insegnanti in burn-out, nullafacenti o altro saranno destinati ad altre mansioni non a contatto con pazienti e studenti, o al limite messi a riposo forzato con reddito se per problemi di salute, licenziati in altri casi. Premi in denaro invece al personale particolarmente capace e meritorio assegnati con criteri inoppugnabili e condivisi.
  • Gli stranieri e le straniere già nel nostro paese saranno regolarizzati, integrati ed educati con serietà, equilibrio e raziocinio, giovani e adulti. Ne abbiamo bisogno, tra l’altro, per il nostro sistema economico, che ci mancano i lavoratori/trici. Controlleremo certamente la criminalità e impediremo la guerra tra poveri con gli italiani, ma gli e le straniere non saranno più carne da macello per i business più feroci. Ci impegneremo in politica estera a ridurre gli sbarchi, con accordi con i paesi di partenza nel rispetto dei diritti umani e con la UE, perseguiremo seriamente i trafficanti. Finché non ci saremo riusciti, però, soccorreremo gli esseri umani alla deriva in mare. Perché anche noi siamo essere umani, e lo dobbiamo dimostrare con i fatti, dirlo non basta.
  • Basta con le liste di attesa per gli esami medici e le operazioni. Metteremo le risorse adeguate per risolvere questo problema, anche grazie al rafforzamento della sanità pubblica che intendiamo promuovere.
  • Affronteremo la povertà investendo sulle persone, stimolandone la crescita e credendo in loro. Avranno opportunità, servizi, redditi di sostentamento quando serviranno, sempre grazie alle risorse che recupereremo dalle tasche dei furbi e degli evasori. Saremo infatti tanto più efficaci quanto più sapremo distinguere i veri poveri dai finti nullatenenti.
  • Carta igienica in tutte le scuole e riscaldamento adeguato. E’ anche da questi dettagli che si coglie la civiltà di un paese. Per compensare il danno ambientale promuoveremo progetti nelle scuole per piantare nuovi alberi e faremo tanta educazione ambientale.
  • Nelle scuole non ci potrà essere più di un libro per materia e non potrà essere aggiornato prima di tre anni. Oppure si studierà sui supporti digitali. Basta in ogni caso con il business gonfiato dell’editoria scolastica sulla pelle (pardon, le tasche) delle famiglie. Promuoveremo invece la lettura dei libri, la crescita culturale del paese e ci occuperemo di eventuali problemi occupazionali nel settore.
  • Ricoveri per anziani e anziane puliti, efficienti e controllati come delle cliniche svizzere, in tutta Italia, grazie ai soldi che toglieremo ai furbetti ed evasori.

E, last but not least:

  • Daremo un giro di vite definitivo al fenomeno della violenza contro le donne e contro i bambini/e. Nella convenzione di Istanbul c’è già tutto, basta attuarla, articolo per articolo. Servizi, prevenzione, campagne, tutela. Faremo tutto quello che è necessario per rendere irrilevante questo fenomeno, spendendo tutto quello che serve per arrivarci.
  • Daremo una piena attuazione alla Legge 194 in tutti i sensi: ogni ospedale dovrà avere una quota adeguata di medici non obiettori di coscienza e garantire il servizio realmente, quindi ove ne mancheranno ci saranno dei criteri preferenziali di assunzione per raggiungere la quota necessaria. Gli ospedali avranno risorse necessarie per garantire il servizio. La prevenzione che intendiamo fare, anch’essa prevista dalla legge e mai pienamente realizzata, offrirà soluzioni a problemi concreti, economici e di cura che impattano sulla decisione di aborto. Prevenzione non vuol dire però moral suasion e, per tale motivo, la faremo solo nei consultori, che potenzieremo, e con dipendenti pubblici.
  • Promuoveremo le pari opportunità e l’empowerment femminile ovunque e concretamente. Misureremo i progressi della parità, elimineremo gli ostacoli, aggiusteremo gli strumenti che non funzionano. Lotteremo per una parità al rialzo, che premi allo stesso modo le donne e gli uomini migliori, ci opporremo alla finta parità al ribasso, che premia le donne e gli uomini deliberatamente scelti tra gli incapaci perché ubbidienti e fedeli alle logiche del potere rapace.

Vogliamo il potere, si, ma in parti uguali e orientato al bene di tutte e di tutti.

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