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La crisi climatica, le donne e gli uomini

di Federica Gentile | 5 Novembre 2022

Cartello durante una manifestazione che dice" Earts is more valiable than money".

Domenica 6 novembre inizia COP 27, la conferenza sul clima delle Nazioni Unite in cui, ancora una volta, si vedrà il da farsi per scampare la catastrofe climatica. Diversi report confermano che non siamo sulla strada giusta per  limitare il riscaldamento globale a 1,5°C e si prevede invece un aumento di 2,6°C entro la fine del secolo e ci sono tensioni tra paesi più ricchi e meno ricchi sul tema delle “loss and damage” (perdite e danni) per cui i paesi che inquinano di più dovrebbero pagare i paesi più poveri che subiscono maggiormente il peso dell’impatto climatico. 

E se la riduzione delle emissioni ed il passaggio a fonti di energia rinnovabili sono assolutamente necessarie, è anche necessario mettere al centro la questione di genere: secondo dati di Save the Children, le donne e le ragazze rappresentano oltre il 40% della forza lavoro agricola e sono responsabili del 60-80% della produzione alimentare mondiale. Non solo, nel mondo l’80% delle persone che devono lasciare il proprio paese per questioni legate al clima sono anche a maggior rischio di violenza. Le differenze in ruoli di genere e dinamiche di potere tra uomini e donne rendono le donne (soprattutto le donne indigene, povere, appartenenti a minoranze etniche) particolarmente vulnerabili al cambiamento climatico.

Il genere ha anche un impatto sull’atteggiamento riguardo alla serietà della crisi del clima: almeno nei paesi più ricchi è più probabile che le donne considerino il cambiamento climatico un problema serio rispetto agli uomini ed esiste un preoccupante legame tra estremismo antifemminista di destra e negazione del cambiamento climatico. Uno degli autori dello studio Cool dudes in Norway: climate change denial among conservative Norwegian men ha evidenziato che “molti dei partiti nazionalisti di destra in Europa ora hanno la negazione del cambiamento climatico come uno dei loro temi più importanti”. 

Insomma, ci troviamo davanti a una tempesta perfetta, e senza dare la giusta importanza alla questione di genere si rischia di non andare lontanissimo, e non ce lo possiamo permettere.

Foto: Markus Spiske su Unsplash

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