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La leadership materna di Angela Merkel (che ci vorrebbe anche in Italia)

di Giovanna Badalassi | 15 Dicembre 2020

In questi giorni si è fatto un gran parlare di Angela Merkel grazie a questo discorso epocale che, con un colpo solo ma ben assestato, è riuscito a portare dalla propria parte l’opinione pubblica e a superare l’opposizione dei Laender ad un lockdown più severo.

Ancora una volta Angela Merkel ha confermato quindi di essere una figura politica oramai già nella storia, la cui leadership è oggetto di attento studio da anni. Tra le tante analisi, c’è un aspetto della persona trascurato e che ci aiuta invece a comprendere quel quid in più che la rende così gigantesca e che, guarda caso, ha a che vedere con il fattore D.

Come possiamo descrivere infatti la leadership di Angela Merkel?

E’ forse una leader maschia simile ad esempio alla Thatcher dei gloriosi anni 80, che gareggiava con gli uomini in una politica testosteronica, con una visione escludente e competitiva della società, condannando per questo la Gran Bretagna ad anni di disoccupazione e stenti? Non pare proprio.

Al contrario, la leadership di Angela Merkel è equilibrata (pure troppo, per molti), inclusiva, rigorosa ma attenta. Una vera e propria leadership materna che trova conferma nel soprannome che le hanno dato in Germania, “Mutti”, la madre.

Cosa intendiamo per leadership materna?

Il termine materno in questo caso ha poco a che vedere con lo stereotipo che prospera nel nostro immaginario italico. Non stiamo certo parlando, infatti, della madre Mulino Bianco, o della sofferente madre-colf-badante, tutte chiuse nella sola dimensione privata e alle quali nessuno darebbe in mano le sorti di un paese.

La premier tedesca soprattutto in questa crisi pandemica, ci restituisce invece, applicato alla dimensione politica pubblica, un concetto di materno inteso come potere di procreazione, di vita e di cura in senso lato: l’interpretazione più radicata, simbolica e, se vogliamo anche mitologica, dell’essere donna.

Angela Merkel non è infatti una madre biologica né adottiva, ma è una madre politica, pienamente riconosciuta sia dagli uomini che dalle donne.

In questo senso il video del suo discorso è storico anche nell’esempio che offre di un nuovo tipo di leadership femminile.

Non si tratta infatti del solito premier algido, freddo o rissoso, che snocciola statistiche di decessi come se non lo riguardassero, che non sa dire se è più importante la vita o le vacanze sulla neve, che parla di soldi e investimenti con maggiore disinvoltura di quella che riserva alle persone.

Al contrario, vediamo in questo video una premier che ricorda che la salute viene prima, che fa sentire bene tutta la mostruosità di 500 morti al giorno, e che, soprattutto, richiama all’ordine, con un’emozione perentoria che è riuscita ad esprimere senza perdere mai la misura né il controllo né tanto meno un argomentare ragionato e inappuntabile.

La leadership materna della Merkel è dunque un esempio da imitare e da seguire?

Dipende. Sicuramente, un certo femminismo che rifiuta la dimensione del materno nel contesto pubblico ha le proprie ragioni: per una cultura maschilista troppo diffusa è ancora un segno di debolezza, senza contare il rischio di riduzionismo caricaturale che offusca qualsiasi capacità o competenza, non solo politica ma anche professionale.

Molte donne, inoltre, non si vedono né si sentono madri in questo senso lato, ed è giusto che non siano indirizzate verso un modello nel quale non si riconoscono.

Saper usare inoltre l’archetipo materno come una micidiale arma politica, come ha fatto Angela Merkel, senza esserne fagocitate e senza metterne in ombra la statura da statista, è davvero un numero da fuoriclasse, non proprio alla portata di tutte.

Per tutti questi motivi potremmo quindi lasciare l’esempio della Merkel nell’ambito delle eccezioni, uniche e irripetibili.

C’è un però, che ci induce ad augurarci invece tante donne leader di questo tipo, soprattutto in Italia.

L’epoca storica che stiamo vivendo sta infatti portando il mondo verso un crescente bisogno di cura: cura delle persone e cura del pianeta, con un’urgenza, tra l’altro, che si rivela ogni giorno sempre più evidente.

Non è più insomma il tempo di distruggere per vincere, per il quale sono necessari leader guerrieri.

E’ invece il tempo della riparazione e della ricostruzione, di anime prima che di infrastrutture, della crescita paziente e inclusiva, che richiede leader materni con l’obiettivo ultimo della sopravvivenza della specie (perché di questo si tratta nel lungo termine, tra pandemie, crisi climatiche epocali, apocalissi tecnologiche e finanziarie, e tutte/i, in qualche modo, lo percepiamo).

Il mondo sta quindi andando verso questa tipologia di leader, anche se più lentamente di quanto vorremmo.

Come stiamo vedendo in questa pandemia, la Merkel è infatti ben circondata da un gruppo sempre più numeroso di donne al governo che stanno dando prova non solo di grandi capacità, ma anche di consapevolezza di dover proporre nuovi valori, principi ed orizzonti.

Certo ci sono anche leader uomini in grado di interpretare questi nuovi bisogni, basti pensare alla differenza tra Biden e Trump, come d’altronde ce ne sono già stati in passato.

In fondo la Democrazia Cristiana, tutta guidata da uomini, cosa è stata negli anni migliori della ricostruzione, se non una grande madre, seppur bacchettona e soffocante?

Ai tempi non potevano essere che degli uomini ad interpretare questo tipo di leadership (ad eccezione dell’unica, grandissima, Tina Anselmi).

Oggi però non può più davvero essere ancora così: è questo il momento di confermare che 50 anni non sono passati invano e che anche l’Italia sa affidarsi ad una classe dirigente femminile di questo tipo. La troveremo mai? Avrà le opportunità di esprimersi? Non lo sappiamo, ma troppe cose non stanno succedendo in questi giorni, ed è lecito preoccuparsi.

Certo è, comunque, che questo sapere e sentire materno, lo dice la parola stessa, appartiene alle donne da sempre, per educazione familiare e sociale (non per biologia, eh!).

Perché, quindi, stiamo rischiando di delegare tutto ancora per l’ennesima volta a delle copie fac-simile, quando ci sono già gli originali pronti, preparati e a portata di mano?

Fonte foto: https://www.programme-television.org/news-tv/Angela-Merkel-au-bord-des-larmes-en-implorant-les-Allemands-de-rester-chez-eux-avant-Noel-VIDEO-4666673

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